Nodi

Inutile sottolinearne la primaria importanza per chiunque voghi: se i nodi sono fondamentali nelle manovre di ormeggio – per assicurare la barca all’attracco – essi trovano poi le più versatili applicazioni.

In rete sono reperibili moltissime risorse e tutorial in proposito, qui ci limiteremo quindi a dare solo alcune indicazioni base.

Con l’avvertenza che  spesso vi sono diversi modi per eseguire un nodo, alcuni facilitati anche dal ricorso a giochi di parole o brevi filastrocche: bisogna dunque solo sperimentare i diversi sistemi e trovare quello a sè più congeniale e poi … esercitarsi, esercitarsi ed ancora esercitarsi, finché la realizzazione del nodo non diventa automatica.

E poi ancora esercitarsi, esercitarsi ed esercitarsi … per non perdere l’automatismo acquisito.

 

Per agevolare la lettura di quanto segue, ricordiamo alcune nozioni base:

-i due capi della cima che si vanno ad annodare possono appartenere alla medesima cima oppure a due cime diverse;

-in ogni caso, avremo un capo cd. dormiente e un capo cd. corrente: il primo resta fermo, il secondo invece è quello che si muove per andare a realizzare il nodo;

-il cerchio che si realizza incrociando i due capi si chiama occhiello ed è la base di tutti i nodi:

 

Queste nozioni possono sembrare eccessivamente basilari, eppure costituiscono la grammatica dei nodi: suggeriamo, perciò, di memorizzarle e di capirne perfettamente il meccanismo per poi essere agevolati nell’esecuzione anche di nodi più complessi.

Tradizionalmente, i nodi utilizzati nella nautica si distinguono in nodi d’arresto, nodi di giunzione, nodi ad occhiello e nodi di avvolgimento.

  • Nodi di arresto

I nodi di arresto sono tipicamente eseguiti all’estremità di una cima e servono, appunto, ad arrestare la stessa, impedendone la fuoriuscita dalla  sede: tipici nodi di arresto sono il nodo semplice, il nodo savoia, il nodo del cappuccino.

Spesso caratterizzati da una funzione ornamentale, non sono però molto pratici nella nautica perché non immediatamente scioglibili.

Nodo semplice: è il classico nodo, realizzato incrociando i due capi della corda/cima e facendo passare poi un capo nell’occhiello così creatosi.

Nodo savoia: nodo molto semplice e di grande eleganza, pare sia l’unico nodo di “creazione” italiana.

Nodo cappuccino: altro nodo esteticamente molto bello (e difficile da sciogliere).

 

  • Nodi di giunzione

Come dice la parola, sono nodi che servono per unire due cime: particolarmente versatili e facili da sciogliere, evitano anche l’usura della cima utilizzata.

Per realizzarli al meglio (e quindi perché esplichino le loro funzioni), generalmente è necessario utilizzare cime dello stesso spessore (e dello stesso materiale).

Tipici nodi di giunzione sono il nodo piano e il nodo inglese.

Nodo piano: uno dei nodi più usati, nella nostra esperienza, per assicurare l’imbarcazione alla riva, perché molto solido e resistente, facile da sciogliere e non rigido (chi passeggia per Venezia, se vi presta attenzione, potrà vederlo molto spesso utilizzato in fase di ormeggio). 

Nodo inglese: è costituito da due nodi semplici che risultano affiancati. 

 

  • Nodi ad occhiello

Si tratta di nodi in cui si realizza un occhiello per assicurare la cima. Di regola, sono nodi facili da sciogliere, che tendono ad allentarsi se non sottoposti a forte carico.

Il più usato e noto è la Gassa d’amante, che ha la particolarità di poter essere realizzato anche con una sola mano, oltre alla comodità di poter essere preparato in anticipo.

 

  • Nodi di avvolgimento

Servono per assicurare qualcosa su un oggetto: si usano tipicamente per assicurare, ad esempio, il parabordo o anche per ormeggiare l’imbarcazione. Tipici sono il nodo parlato e il nodo bocca di lupo.

Nodo parlato: pur essendo un tipico nodo da ormeggio, può essere scomodo, perché se troppo stretto diventa difficile da sciogliere.

Nodo bocca di lupo: nodo molto semplice da realizzare e probabilmente uno dei primi nodi entrati nell’uso comune (pare addirittura che sia menzionato in un trattato greco di chirurgia del primo secolo d.c.), è più sicuro se le due cime, che restano libere, vengono assicurate, ad esempio con una gassa d’amante.